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salve ragazzi,oggi mi è stato regalato un cardellino da un amico, perché lui non dispone più di gabbie.ora il problema e che il cardellino NON è ANELLATO,notando ciò chiedo il perché,mi è stato detto che lui ha preso un nido in natura di cardellino con le uova e lo ha fatto baliare ad una delle sue canarine,alla sua risposta sono rimasto malissimo,non mi aspettavo facesse cose del genere.alla fine dopo le sue insistenze mi sono convinto di prendere il soggetto,con l'intenzione di liberarlo successivamente.ma adesso ripensandoci bene mi è venuto in mente che il soggetto dovrebbe essere imprintato alla razza che l'ha baliato,quindi al canarino,e liberarlo in natura dovrebbe essere impossibile...figuratevi che canta al 100% come un canarino maschio e del canto tipico della sua specie non ha proprio niente.....non so proprio che fare,aiutatemi!!
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A prescindere dal suo imprinting, che è relativo al solo canto, può essere liberato ma previa "rieducazione", portalo in un centro di recupero o alla LIPU.
Non so quanto tu sia amico del bracconiere, ma una bella segnalazione alla forestale non gli farebbe male, la romanzina è d'obbligo.
restituiscilo al tuo amico,cosi se avrà rogne se le sbrigherà lui,e ricordagli che prelevare nidi è un reato penale,cosi come la detenzione senza autorizzazione provinciale di uccelli appartenenti alla fauna autoctona ,si configura il reato di bracconaggio e furto ai danni dello stato,è prevista la detenzione fino a 1 anno e multe salate.Liberandolo in natura lo condanneresti a morte certa,non xchè è stato baliato ma xchè non saprà dove trovare cibo ,sfuggire ai predatori ecc,tutte cose che imparano dai genitori nei primi gg dall'involo dal nido,quindi l'unica soluzione secondo me è restituirlo al mittente.
Ciao, Pier Lorenzo, io sono un po' meno simpatizzante per il dettato legislativo, avrei degli "emendamenti" da proporre, ma ne parlo poi. Il Cardellino, in natura, è alla base della catena alimentare. Ciò significa che, su 100 pulli allevati e portati allo svezzamento dai genitori, al massimo 15 - 20 in casi eccezionali, saranno in grado di riprodursi l'anno successivo. Quali speranze vuoi che abbia un soggetto baliato in cattività? In percentuale siamo a decimillesimi o quasi. Solo in condizioni controllate, e in caso sia necessario a causa di una rarefazione della specie in natura, si potrebbe tentare.
Il Cardellino, di fatto, non è nemmeno considerato in diminuzione, almeno su Wikipedia, quindi un soggetto in più o in meno reintrodotto non cambia nulla.
Detenerlo è di fatto un reato. Consegnarlo alla Lipu sarebbe la cosa migliore, ma qui sorge la necessità del mio "emendamento", almeno per me.
Un soggetto difficile, anche se sano, soprattutto se molto piccolo e non in diminuzione o in estinzione, può venire dichiarato "irrecuperabile", e abbattuto. Qui la mia coscienza entra in conflitto molto serio (anche un esemplare ha comunque diritti), perciò non so che dire. La Legge con la "L" maiuscola (DVRA LEX SED LEX) vorrebbe la denuncia del bracconiere e la consegna del soggetto alle autorità zoofile. La sola riconsegna del volatile all'ex proprietario può configurare reato di "favoreggiamento".
Siccome ogni allevatore conosce tanti personaggi che, più o meno in buona fede, "salvano" dei soggetti selvatici, la quadra a questo cerchio, stanti le leggi che abbiamo, draconiane coi deboli e colabrodo coi forti, la potrei trovare solo chiedendo a gran voce che, come in Spagna, alcuni allevatori siano "responsabilizzati" a livello scientifico, e che venga consentita una gestione di tali soggetti, eventualmente, a modello spagnolo, anche un limitato prelievo in natura che consenta di mantenere popolazioni captive geneticamente identiche alle popolazioni locali selvatiche e non mischiate. Ciò al fine di un'eventuale futura reintroduzione, però controllata e monitorata.
Io mi scuso perché so che spargo più dubbi che certezze, ma spesso non so che dire.
la reintroduzione in natura è difficile ma non impossibile.Il cardellino dovrebbe essere alloggiato in grande voliera alberata e piantumata con le erbe che troverà nella zona del rilascio,quando avrà imparato a riconoscere le erbe e estrarre correttamente i semi dai capolini ,bisognerà ridurre gradualmente la miscela di semi in modo che si abitui a nutrirsi solo dei semi delle erbe prative,che dovranno essere offerte in gran qtità e varietà,in modo che impari a riconoscere piu erbe possibile,e l'istinto di conservazione,che in queste specie autoctone è ancora molto sviluppato,farà il resto.Dubito che alla lipu si diano tutta questo daffare x una specie comune e non in pericolo di estinzione,come dice Carlo,o lo sopprimono o lo liberano su due piedi(che è lo stesso),è brutto dirlo ma è la realtà.