RIADATTAMENTO INDIGENI

Cardellini,verdoni,ciuffolotti,lucherini,organetti,ecc

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Max585
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RIADATTAMENTO INDIGENI

Messaggio da Max585 »

Salve gente,

riapro un vecchio dibattito sulla capacita’ di riadattamento di specie indigene cresciute allo stato captivo, alla vita selvatica. Vi riporto il caso di circa un anno fa, dove un famoso birdwatcher, David Gifford, segnala alla UK400 ClubRareBirdAlert la presenza costante (diversi mesi) di un verzellino europeo nelle campagne dello Shetland (Scozia). La segnalazione desta molto scalpore per la completa estraneita’ di questa specie a quel freddo habitat da ormai decenni. I verzellini sono infatti di passo in primavera occasionalmente solo nel sud dell’Inghilterra (vivo in Inghilterra da diversi anni e devo dire che non ho mai potuto apprezzare la presenza di questo adorato fringillide, che ha differenza del cardellino odel verdone, non lascia mai i paesi mediterranei).
Grazie ad alcuni scatti, si venne poi a sapere che l’uccellino era anellato per una federazione ornitologica belga, ed era quindi con ogni probabilita’ scappato a qualche allevatore che lo aveva importato. Tuttavia, l’animale nato in cattivita’ (lo testimonia l’anellino) si e’ integrato perfettamente nell’ambiente da dove riesce comunque a trovare riparo e nutrimento, senza poter contare in nessun modo sul principio di imitazione di suoi simili, ma esclusivamente sul suo istinto.
Vi allego anche una delle diverse foto scattate, a dimostrazione che il verzellino gode di ottima salute.
Vorrei a riguardo sapere cosa ne pensate, e se davvero l’istinto di questi animali puo’ essere assopito definitivamente da periodi relativamente lunghi di vita captiva.
Grazie

(scusate gli apostrofi ma la tastiera inglese non permette gli accenti!) :D
Allegati
serin-dgShetland_DavidGifford.jpg


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pasquale17
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Re: RIADATTAMENTO INDIGENI

Messaggio da pasquale17 »

puor darsi che stando in camgna non c'è da stupirsi che trova cibo dalla verdurae dai semi e che si trova riparo grazie agli aalberi che si trovano nelle circostanze quindi non e detto che anche i tuoi indigeni possono trovare cibo e acqua... vabbe ma non è detto puoi anche bituarli mettendo apposto delle stecche di plastica dove appoggiarsi dei rametti .
ciao
pier lorenzo orione
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Iscritto il: 25 giugno 2009, 15:17

Re: RIADATTAMENTO INDIGENI

Messaggio da pier lorenzo orione »

in effetti un caso del genere è molto raro,ma l'istinto degli uccelli indigeni non è x nulla sopito dai pochi anni di cattività.Io resto cmq scettico sulle possibilità di sopravvivenza di un uccello nato in cattività.Vorrei citare ad es il caso dei cardellini sequestrati a Torino ,di cui ha parlato anche la trasmissione "striscia la notizia".I cardellini ,tutti di cattura e provenienti dal meridione,furono sequestrati e liberati nella campagna torinese in pieno inverno,e fecero una brutta fine,vennero trovati tutti stecchiti dopo qualche gg di libertà nei campi dei dintorni,questo xchè provenendo da una zona completamente diversa ,non riuscirono ad adattarsi alle condizioni dell'inverno del nord italia,sebbene nella stessa zona vivesse una popolazione autoctona di cardellini.Questo esempio,come molti altri ,è indicativo di come la sopravvivenza di una specie nel suo habitat sia legata ad una moltitudine di fattori climatici ed ambientali,anche molto complessi.Detto questo,vorrei ribadire che il riadattamento in libertà degli indigeni nati in gabbia è senz'altro possibile,previo un periodo di riambientamento in una voliera,in cui gli uccelli possano conoscere il cibo che troveranno in natura(piante selvatiche) ed acquisire la necessaria capacità di volo.Il verzellino in questione sicuramente è fuggito da una voliera dove era nutrito con erbe prative ,che ha potuto trovare nell'ambiente selvaggio e x questo è riuscito a sopravvivere.
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