Il Cardellino

Di: Carlo Balestrazzi - Foto: Hobby Uccelli - Pubblicato il: 31/10/2011

Varietà del Cardellino

Le varietà di Cardellino, oltre a quella comune sono:

  • Bruno: Mutazione recessiva legata al sesso (portata quindi dal cromosoma 'X'). L'eumelanina nera viene trasformata in bruna, le zone prima nere diventano brune e quelle prima brune diventano color nocciola.
  • Agata: Mutazione recessiva legata al sesso. L'eumelanina nera si riduce leggermente, la feomelanina bruna quasi scompare. questi soggetti hanno un aspetto molto nitido e contrastato. Sono ritenuti di solito molto belli.
  • Isabella: Mutazione recessiva legata al sesso. Si presenta come un soggetto Bruno diluito, deriva (come nei Canarini, dalla sovrapposizione di Bruno e Agata.
  • Pastello: Mutazione recessiva legata al sesso. diluisce e spalma la melanina.
  • Satinè: Mutazione recessiva legata al sesso. Questa mutazione fa scomparire la feo e riduce moltissimo la eumelanina. Questi esemplari possiedono un leggerissimo disegno, ma mantengono la mascherina rossa e i marchi alari e pettorali gialli.
  • Giallo: Mutazione autosomica dominante. Non influenza la melanina, ma aggiunge lipocromo giallo dove usualmente il Cardellino è bianco, essendo dominante e non sesso-legata è sovrapponibile a qualunque altra.
  • Favato: Mutazione a dominanza incompleta (quantitativa). I Cardellini con questa mutazione si presentavano con un disegno chiaro sul collo, si è poi visto che, riaccoppiandoli, la superficie di tale disegno aumenta, e quindi tali esemplari sono di fatto dei pezzati. Insistendo si può arrivare a soggetti bianchi.
  •  Witkop: Mutazione autosomica recessiva (per evidenziarsi in pieno, il soggetto deve possedere il gene in dose doppia). Questa mutazione produce testa bianca e spallina gialla come le bande alari, e sottopiuma bianco. Non è ancora molto diffusa.
  • Opale: Mutazione autosomica recessiva, agisce come ulteriore fattore di diluizione melaninico.
  • Albino: Mutazione autosomica recessiva, produce soggetti completamente bianchi ad occhio rosso (ma con mascherina e marchi alari). Probabilmente esistente anche in natura.

 

Riproduzione del Cardellino

Come si fanno i giusti accoppiamenti?

La letteratura è avara di consigli, ma qualcosa si può capire. Intanto, come già detto, le sottospecie allevate in cattività sono la carduelis, la parva, la  tschusii e la major.

Una volta introdotta la mutazione in una sottospecie, bisogna accoppiare solo individui di quella sottospecie, e non fare dei fritti misti che non hanno senso.

Vista l'esperienza dei canarini, sarebbe meglio, una volta che si è costituito il ceppo, accoppiare il più possibile in purezza le varietà, in modo da poter procedere anche in modo selettivo.

Cioè, se ad esempio il nostro scopo è allevare Cardellini Agata, accoppiando Agata in purezza potremo selezionare i migliori esemplari di volta in volta, cioè procederemo a quella selezione che prende in considerazione non solo il gene mutato, ma anche un pool di geni che cooperano a produrre i migliori Agata, e che saranno diversi dal pool adatto invece, ad esempio, per un Albino.

Se poi intendiamo procedere all'allevamento di soggetti con doppia mutazione, ad esempio Witkop Isabella, selezioneremo in quella direzione, e utilizzeremo i poligeni cooperanti con la mutazione principale, ma faremo selezione nel suo complesso, quindi anche i geni che influenzano la seconda varietà entreranno nel processo selettivo, in modo indistinguibile.

Sarà bene, però, in alcuni casi, non trascurare l'ipotesi che una mutazione allevata sempre in purezza possa indebolire il ceppo, come potrebbe essere ad esempio per l'Albino. In questo caso, occorre frequentare le mostre e gli altri allevatori per imparare tutti i segreti di un allevamento non difficilissimo, ma neanche così semplicistico.

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