Vaiolo

Di: Dott. Luca Modesto - Foto: Dott. Luca Modesto - Pubblicato il: 24/02/2005

Il Vaiolo è sostenuto da un virus e precisamente dall’Avipoxvirus, di cui esistono diversi ceppi piu o meno patogeni e interspecifici.

Circa gli uccelli che possono essere colpiti, vanno menzionati in particolare canarini, fringillidi, merli, esotici ed anche psittaciformi (ondulati e calopsitte sono abbastanza refrattarie all’ infezione).

Trasmissionene: la trasmissione avviene di regola tramite la puntura di un agente vettore, la zanzara, che può fungere da serbatoio della malattia anche per molti mesi.

Anche altri vettori (come l’acaro rosso) possono essere imputati come agenti veicolanti la malattia. Esiste, tuttavia, anche la possibilità di contrarre il virus dall’animale malato per contatto diretto o indiretto (ad es. in voliere abitate di passaggio da soggetti malati).

Il virus infatti è molto resistente in ambiente esterno e quindi oggetti da voliera (posatoi, mangiatoie, giochi vari) venuti a contatto con secrezioni e/o essudati di animali malati, possono “veicolare” il patogeno che penetra nel soggetto sano attraverso traumi (anche se invisibili ad occhio nudo) di cute e mucose.

Sintomi: l’evolversi della malattia varia in base al variare di diversi parametri (virulenza ceppo, predisposizione del soggetto aggredito, ecc.), ma in generale si può affermare che, in caso di ceppi scarsamente patogeni le lesioni sono limitate alla via d’ingresso e, generalmente, si risolvono in maniera positiva; nel caso invece di ceppi più aggressivi, i danni possono essere seri in quanto abbiamo una diffusione in tutto l’organismo del virus.

Distinguiamo quindi:

  • Forma cutanea o secca: si notano papule giallognole che dopo essersi trasformate in vescicole tendono ad ulcerarsi, tali lesioni sono visibili a livello di becco, occhi, zampe; l’unica complicanza di tale lesioni che tendono a regredire spontaneamente nell’arco di poche settimane) possono essere infezioni batteriche e/o micotiche secondarie.
  • Forma difterica o umida: in questo caso le lesioni difteriche sono molto più preoccupanti, poiché interessano in maniera piuttosto aggressiva le palpebre, ma soprattutto cavo orale e trachea, per cui i soggetti possono arrivare a morte perdeficit respiratori.
  • Forma diffusa: è la forma più devastante e più grave, che porta a morte il soggetto nell’arco di poche decine di ore per gravi turbe respiratorie.

Diagnosi: anche se le lesioni macroscopiche sono sempre abbastanza indicative, è opportuno effettuare un esame istologico per essere certi che si tratti di un caso di vaiolo.

Terapia: trattandosi di una patologia virale, l’unica terapia da effettuare è quella che eviti contaminazioni batteriche secondarie che possano complicare la situazione.

Per cui è bene somministrare antibiotici ad ampio spettro per via sistemica, disinfettare le lesioni cutanee con antisettici e le lesioni oculari con sostanze antibiotiche specifice.

Profilassi: Il modo migliore per tenere lontano il vaiolo è, senza ombra di dubbio, quello di vaccinare i nostri volatili, e questo vale particolarmente per chi possiede allevamenti o comunque voliere in cui vengono introdotti spesso (anche se solo di passaggio) nuovi soggetti.

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