Pappagallo Ondulato - prima parte-

Di: Carlo Balestrazzi - Foto: Hobby Uccelli - Pubblicato il: 22/06/2012

La riproduzione del pappagallino ondulato

Non è facile né difficile far riprodurre le cocorite.

Ci vuole una gabbia abbastanza capiente, ma non è la cosa fondamentale.

E' importante che la gabbia sia in ferro e non in legno, perché i becchi di questi pappagalli la ridurrebbero in poco tempo in segatura.

La seconda cosa che indica alla femmina che tutto va bene è l'acqua a disposizione. Ogni femmina ha le sue misure, ma diciamo che l'acqua deve sempre esserci, meglio se abbondante.

La terza cosa è il nido. Ci vuole un nido di legno con una apertura sul davanti, la femmina lo ispezionerà a lungo, rosicchierà qualcosa qua e là, poi finalmente darà la sua approvazione. Nessun materiale di riempimento è usato da questa specie, solo il nudo legno. Al massimo un leggerissimo velo di segatura.

Ma la cosa fondamentale è che le coppie siano almeno due.

Alla presenza di una sola coppia è quasi scontato l'insuccesso riproduttivo, anche se l'eccezione può sempre esserci come in tutte le cose.

Una delle possibilità, in caso si voglia tentare la riproduzione di una coppia, è quella di mettere uno specchio in prossimità della loro gabbia, in modo che possano vedere la loro immagine riflessa, ed eventualmente registrare il loro canto, ad esempio su un PC, o farsi un CD audio da far loro ascoltare. Non è detto che funzioni, ma non è nemmeno obbligatorio che non funzioni. Se invece si possono mettere due gabbie vicine, con una coppia per gabbia, il successo riproduttivo è quasi immediato. Un'altra possibilità potrebbe essere quella di mettere vicino alla coppia di Ondulati una coppia di Parrocchetti di Bourke, o Calopsytte, o altri Psittacidi che chiacchierano volentieri, a volte può funzionare, anche se non sempre.

Se la coppia è sistemata nel modo giusto, alla costante corte del maschio, la femmina risponderà con un certo interesse, e, se il nido è di suo gusto, con una coppia vicina l'accoppiamento si verificherà certamente, ed a questo farà seguito la deposizione di alcune (da tre a sei) uova, sul nudo legno del fondo del nido.

La sola femmina si occuperà della deposizione, cova e cura dei piccoli, anche se assistita dal maschio. Il nido non viene mai foderato, le uova vengono deposte sul nudo legno e quivi covate.

E' opportuno controllarle, dal momento che possono sporcarsi facilmente, e andrebbero pulite con estrema attenzione usando un pennellino e acqua, con cautela ed attenzione. Suggerisco di mettere sul fondo del nido un po' di segatura fine, se non provvede la femmina.

Alimentazione dei pappagallini ondulati

Alla nascita dei pulli, la femmina provvede al loro nutrimento col suo "latte di pappagallo", aiutata dal maschio, infatti i pappagalli producono una secrezione dal loro stomaco che equivale al latte dei mammiferi, e, soprattutto all'inizio, i piccoli non ricevono alimenti parzialmente predigeriti come avviene per  tutti gli altri uccelli ad esclusione dei Columbiformi, anch'essi produttori di "latte". Il maschio provvede invece all'alimentazione della compagna con semi rammolliti che tiene nel gozzo.

Quando i pulli crescono, ricevono sempre più alimenti predigeriti e sempre meno latte, fino allo svezzamento, al quale collaborano entrambi i genitori dopo l'involo dei pulli. E' evidente che non ha senso parlare di coppia fissa o coppia mobile, gli Ondulati allevano i loro piccoli in due, anche se una sola femmina può portare a termine la covata, almeno teoricamente. A me è capitato che, a causa della morte di un maschio, la femmina portasse a termine l'incombenza, ma in evidente affanno e stato di incertezza. Il contrario invece non è possibile, almeno fino a che i piccoli sono già in grado di affacciarsi dal nido o uscire e reclamare il cibo al padre.

Le Cocorite non hanno stagioni riproduttive legate alla luce o alla temperatura, dato che, istintivamente, tendono a riprodursi in presenza di acqua e cibo, quindi subiscono più l'influenza di stagioni delle piogge tipicamente tropicali o sub tropicali, che non l'alternanza climatica tipica delle fasce temperate.

Perciò tendono facilmente a riprodursi anche durante l'inverno. Allo stesso modo, questi uccelli non hanno una vera e propria "muta", ma cambiano le piume e le penne in modo ciclico continuo.

Per questi motivi, sarà necessario togliere il nido nella fascia Agosto - Marzo, in modo da dare ai riproduttori un giusto riposo, tenendo però le coppie unite, oppure tutti insieme in grandi o medie voliere, correndo però il rischio che qualche coppia si possa scombinare e ricombinare, soprattutto a causa dei pulli nel frattempo cresciuti. Io ho sempre risolto la cosa tenendo coppie affiatate in un aviario e pulli in un altro.

Non è impossibile assistere alla formazione di qualche coppia "omosessuale", soprattutto tra maschi, anche se più che vere e proprie coppie sono unioni temporanee, che avvengono soprattutto se vi è una forte preponderanza di soggetti di un sesso rispetto a soggetti dell'altro.

Non è frequente vederle, ma nemmeno estremamente raro (ovviamente parlo di soggetti di sesso certo e non di novelli con le cere ancora di colore indefinito e quindi di difficile determinazione).

E' abbastanza evidente, comunque, che la "coppia" è un fattore stabilizzante per la psiche dei soggetti, tanto che è quasi impossibile vedere dei solitari, se non in casi di malattia o debolezza evidente, ad esempio per vecchiaia. Gli esemplari "single" tendono continuamente ad unirsi con qualcuno in modo stabile almeno temporaneamente.

Allo stesso modo in cui alcune coppie tendono a separarsi se immesse in aviario, ve ne sono altre assolutamente indissolubili, questi pappagalletti hanno una personalità estremamente spiccata, a dispetto della loro mole minuta, gli esseri umani hanno a volte la tendenza a considerarli stupidi ed inutili, ma chi li conosce, spesso, la pensa proprio in maniera opposta, sono esseri straordinari.

 

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