Il becco di piombo

Di: Silvio Iadanza - Foto: - Pubblicato il: 17/06/2011

Origine del becco di piombo

Il becco di piomboIl becco di piombo, nome scientifico la euodice mala barica, vive soprattutto in Asia, in particolare in India  lungo il Malabar, detto anche Costa del Malabar, ed in Ceylon, ovvero nell’isola dello Sri Lanka.

Lo si scorge in piccoli gruppi, nei campi, su alberi e tra cespugli, ma si spinge anche nei giardini ed aree poco urbanizzate.

Il  piccolo becco di piombo ha colori poco appariscenti, lungo poco più di 11 cm, con testa e dorso di un color marrone frumento che si carica sempre più, fino a divenire bruno-nerastro,  sulle remiganti e sulle timoniere della coda, coda che si mostra con una peculiarità tipica della specie, il sopra-coda del tutto bianco, possiamo azzardare col dire che è l’unico elemento che lo distingue dal becco d’argentoeuodice cantans – conspecifico  il cui areale di distribuzione è soprattutto l’Africa,  mentre il petto e  il ventre è di un bianco tendente al panna.

Un’ulteriore caratteristica della specie è il becco, di un colore grigio-argento tendente al piombo, tanto da farlo appellare, appunto, “becco di piombo”.

Si nutre esclusivamente di semi allo stato lattiginoso, raccolti da capolini di piante selvatiche, con una predilezione per il panico.

Riproduzione del becco di piombo

Ha un indole piuttosto pacata, a ridosso del periodo delle piogge questi piccoli gruppi si scindono in coppie per la riproduzione, che avviene in nidi dalla grossolana forma sferica con un’ apertura tonda nel  mezzo, nascosto ed appeso tra bassi cespugli, costruito intrecciando fieni e muschi, ed imbottito di cotone e crini sia vegetali che animali.

 Il maschio attira la femmina con un canto flebile, quasi sommesso, con un filo d’erba tra il becco e saltelli sincopati.

Depone dalle 3 alle 6 uova, quasi del tutto bianche, e la schiusa avverrà dopo due settimane d’incubazione.

I pulli si presenteranno alla nascita con un color di pelle molto scuri e saranno alimentati sia dal maschio che dalla femmina, solo dopo tre settimane saranno pronti all’involo, ancora una settimana e si renderanno del tutto indipendenti  lasciando i genitori iniziare una seconda covata.

In cattività la riproduzione non è particolarmente difficoltosa, al contrario del loro sessaggio, è una specie  in cui non è presente dimorfismo sessuale, ma  una volta  individuata la coppia, bisogna porre loro  particolare cura sull’ambiente, sull’alloggiamento e sull’alimentazione.

Bisogna prospettare  un ambiente in cui non siano presenti sbalzi di temperatura e correnti d’aria, e con 12/14 ore di luce giornaliera e con una temperatura pressoché costante, questo permetterà, con una buona integrazione di calcio e sali minerali, dal tenersi lontano da una probabile ritenzione dell’uovo da parte della femmina.

Inoltre bisogna assicurarsi un buon grado di umidità tra 60°/ 70° C in una volieretta, ciò assicurerà un successo sicuro, anche se si sono anche avute riproduzioni in gabbie da 55 cm senza particolari problematiche e, se alimentati in modo adeguato, si dimostreranno essere ottimi allevatori.

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