Il Canarino Italico (estinto)

Di: Carlo Balestrazzi - Foto: Hobby Uccelli - Pubblicato il: 21/06/2012

Secondo una leggenda piuttosto accreditata e diffusa da parecchi autori di chiara fama e di grande affidabilità, nel 1573 un vascello sarebbe partito dalle Isole Canarie, diretto verso l'Europa, per commerciare un prodotto allora molto richiesto, il Canarino.

Questa nave fece una prima sosta a Lisbona, non è dato di sapere se colà parte del carico avesse trovato clienti, per poi ripartire alla volta di un porto Italiano, si pensa a Livorno, oppure a Genova, in ogni caso, comunque, alla volta della nostra Penisola.

Giunto in prossimità delle nostre coste, in vista della Toscana, il legno fu colto da improvvisa tempesta, e, pare, parzialmente disalberato.

I marinai, si dice colti da pietà, o forse per superstizione, ma certamente con acume, liberarono i canarini, molti dei quali, sospinti dal vento, approdarono all'Isola d'Elba.

Si dice che quei canarini fossero tutti maschi, anche se vi è chi ne dubita, dal momento che non è impossibile prendere fischi per fiaschi e femmine per maschi, almeno con i canarini.

Chi afferma con certezza che essi fossero al 100% maschi, sostiene che essi si accoppiarono con femmine autoctone di Verzellino, io penso che non fossero proprio tutti maschi, ma che comunque l'ibridazione col Serinus serinus (verzellino) non si possa escludere, anche perché tende a dare una percentuale di ibridi fertili veramente molto alta, in parte sono fertili anche le femmine, caso più unico che raro.

Secondo altri autori, l'ibridazione sarebbe avvenuta, ma col Serinus citrinella corsicana, o Venturone corso, il quale probabilmente abitava e forse abita ancora l'Isola d'Elba come le altre Isole Tirreniche, e che sembra dia comunque una buonissima percentuale di ibridi fertili.

Comunque, qualunque fosse la realtà, per anni pare che gli abitanti locali abbiano attinto a pennuti rinselvatichiti per proprio svago e commercio.

Non è affatto escludibile l'immissione di sangue di Verzellino o Venturone corso, anche perché il successivo manifestarsi di un numero molto elevato di mutazioni nel canarino domestico potrebbe trovare in questa ipotesi una possibile origine.

I Canarini allevati nella penisola erano molto rustici e resistenti al freddo e alle malattie, ottimi genitori, piacevoli cantori, ed il loro canto era molto simile al canto ancestrale, abbastanza acuto, ma non privo di frasi rullate.

Si dice che, esportati in Tirolo, Carinzia, Svizzera, Sassonia abbiano poi dato vita o contribuito a creare Harz, Sassone, Roller, da cui alcuni Inglesi, e forse anche Malinois.

Gli Italici erano canarini di taglia normale, intorno ai 12,5 cm., di colore verde, bruno, giallo, uniforme, pezzato o variegato, a volte isabella, bianco o ardesia, quasi sempre anche in questo caso, pezzato, o variegato.

Nessuno ha mai applicato al Canarino Italico alcun criterio selettivo, i suoi allevatori (che erano comunque migliaia) si curavano soprattutto del fatto che fosse robusto e di canto piacevole, anche se nessun criterio fu mai applicato nemmeno al canto stesso.

Dal 1600 fino a quarant'anni fa, comunque, chi allevava canarini in Italia, allevava solitamente Italici. Ne hanno scritto importanti autori, come Vittorio Menassé, il Susmel, il Prof. De Baseggio, rimpiangendo che una razza-popolazione così diffusa ed importante sia completamente andata perduta. Io ho di questi canarini dei ricordi infantili, sono stati loro ad introdurmi in questo singolare hobby.

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