Il Canarino Hoso Giapponese

Di: Carlo Balestrazzi - Foto: Hobby Uccelli - Pubblicato il: 16/11/2011

Origine del Canarino Hoso Giapponese

Canarino Hoso GiapponeseLa razza oggi giorno è nota come "Hoso" e risale, alle origini, agli anni '20 del ventesimo secolo, in Giappone.

La sua storia è molto confusa e controversa, ma varrebbe la pena di studiarla meglio per capire bene in che ambito orientarsi. Infatti questo canarino di forma e posizione sta incontrando un ottimo successo e diffusione. Si racconta che il Sig. Nakamura fosse il primo a selezionare questi canarini, e sembra che il suo allevamento si chiamasse "Hosei", da cui il nome della razza.

Altri scrivono che la parola "Hoso" significherebbe qualcosa tipo "smilzo", ma, onestamente, dopo aver cercato un traduttore digitale, e dopo averne provati a decine su internet, non sono in grado di definire nessuno dei due vocaboli, in quanto nessun traduttore informatico è in grado di riconoscerli.

Quindi il significato mi rimane sconosciuto.

L'unico vocabolo che ho trovato attinente è "hose", che significa "tubo flessibile", almeno secondo Babylon.

A confusione si aggiunge incertezza, dal momento che alcuni scrivono che Nakamura San avesse utilizzato materiale Glasgow Don e Bossu Belga per le sue selezioni, ma resta poco spiegabile il fatto, dato che il Glasgow Don era già estinto alla fine dell'Ottocento, e che il Bossu Belga stava attraversando la sua prima grande crisi ed era a sua volta gravemente minacciato di estinzione.

Oltretutto, nei due decenni precedenti agli anni '20 il Giappone prese parte a due importanti conflitti, la Guerra Russo-Giapponese (1904-1905) e la Prima Guerra Mondiale (1914-1918).

Altre fonti danno gli anni del 1926 ed anche del 1950 come date d'inizio della razza, ma rendono ancor più improbabile l'impiego di canarini Glasgow Don e Bossu Belga quali capostipiti.

Il Prof. Menassé data l'introduzione della razza in Europa, avvenuta in modo quasi casuale, dal 1978.

Lo definisce inoltre un quasi certo discendente del canarino Arricciato del Sud, selezionato però in modo da perdere completamente le arricciature. Lo considera un canarino di nessun valore per l'ornitofilia occidentale.

Io preferisco pensare che si tratti di un canarino di origine Giapponese, introdotto probabilmente per caso in occidente in mezzo a stock di Passeri del Giappone, Padda, Usignoli Giapponesi, o altri uccelli d'importazione negli anni '70, quando si importava qualunque volatile, in mancanza di leggi che ne regolamentassero il commercio internazionale ed il mantenimento. Da quella data fu soprattutto allevato in Belgio, dove gli allevatori erano gelosi della unicità del loro Bossu Belga (se ne fossero stati più gelosi a tempo debito, forse non si sarebbe estinto quasi completamente).

La loro preoccupazione era di mantenerlo distinto dal Bossu, al quale all'inizio secondo alcuni assomigliava.

Aspetto e caratteristiche del Canarino Hoso Giapponese

Di fatto l'Hoso è spesso stato definito un canarino Bossu in miniatura, da altri invece un canarino Scotch in miniatura.

La realtà è diversa. Mi dispiace molto per i suoi detrattori, ma questo canarino ha particolarità tali da meritare il successo che ha avuto, specie dopo che, nel 1974, è stato riconosciuto a livello Mondiale.

Lungo la strada il disegno standard si è affinato, dai primi disegni che lo raffiguravano simile ad un piccolo Bossu, poi a quelli che lo ritraevano come uno Scotch Fancy, fino allo standard attuale, riconosciuto sia in Occidente sia in Giappone, che mostra un piccolo canarino, molto sottile, di forma arcuata, con una presa al posatoio molto tecnica, da vero canarino di forma e posizione.

La sua taglia non deve in alcun caso superare gli 11 cm. Le spalle non si devono vedere, ma deve mostrare una sottile silhouette curva in modo continuo, senza nessuna angolazione.

La coda deve essere stretta, unita, "portata con costanza al posatoio" (frase molto infelice). Il significato va inteso come coda che passi sotto al posatoio ma che non formi un'angolo con la schiena.

La testa deve essere piccola e serpentiforme, il collo lungo ma arcuato, e i buoni esemplari devono stare ritti sulle zampe, che però non devono essere rigide da trampoliere.

Arricciature nel piumaggio costituiscono un difetto, tutti i colori sono ammessi, anche se i malamente variegati rischiano di figurare peggio perché le macchie possono "spezzare" la figura continua del canarino.

Quindi la somiglianza con il canarino Bossu del Belgio è inesistente, può ricordare maggiormente lo Scotch Fancy, solo al profano, però, in quanto le spalle ed i fianchi dello Scotch non appartengono all'Hoso Giapponese.

La taglia minuta e la sottigliezza danno l'impressione di un canarino molto vivace e furbo, come difatti è.

Mi permetto di consigliare questa razza a chi abbia intenzione di cimentarsi con razze impegnative, in quanto è un grande riproduttore, che non da di solito alcun problema, robusto e facile da allevare, ma al contempo abbastanza tecnico da poter dare filo da torcere a chi vi si cimenta senza sufficiente spirito di osservazione e dando le cose per scontate, in quanto resta sempre un canarino di elevata tipicità.

 

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