Preparazione alla stagione cove

Di: Antonio Imbalzano - Foto: - Pubblicato il: 22/12/2006

La stagione cove rappresenta per ogni allevatore il periodo più bello ed impegnativo dell'anno, ricco di sensazioni per la nascita e la crescita dei nuovi soggetti.

In essa vi sono racchiuse tutte le attese che ogni anno gli allevatori si prefiggono attraverso accoppiamenti studiati sia sulla carta che fantasticati nella propria mente al fine di migliorare i soggetti allevati.

Affinché i canarini raggiungano una perfetta forma nel periodo riproduttivo è necessario seguire alcune regole di base all'interno dell'allevamento.

La buona riuscita di una cova o dell'intera stagione si basa su alcuni parametri fondamentali come la quantità di luce (intesa come ore giornaliere), l'alimentazione, la temperatura e le condizioni igieniche.

Chi oltre all'allevamento ama partecipare alle manifestazioni ornitologiche, che generalmente si svolgono in autunno, sa perfettamente che per avere dei soggetti perfettamente mutati e in buona forma fisica è necessario che essi siano nati tra il mese di febbraio ed aprile.

Proprio per questo negli ultimi anni tanti allevamenti si sono attrezzati con regolatori elettronici di luce attraverso i quali è possibile aumentare le ore di luce nel locale d’allevamento.

Chi non ha questi scopi può benissimo attendere l’arrivo della bella stagione.

Generalmente verso la fine di marzo si hanno già le condizioni di luce ottimali per intraprendere l’avventura dell’allevamento.

Dal punto di vista genetico l'aumento delle ore di luce viene letto da una ghiandola situata nel cervello e chiamata ipofisi, la quale mette in circolo una serie di ormoni che hanno lo scopo di fare entrare in estro amoroso i canarini.

Naturalmente a questo processo biologico rispondono soltanto quei soggetti che godono di buona salute per cui è necessario escludere dalla riproduzione tutti i soggetti che manifestano condizioni di malessere.

Mettendo in cova tali soggetti si rischia soltanto di complicare il loro stato di salute essendo la riproduzione uno dei periodi più stressante e impegnativo.

Anzi è proprio esonerandoli da tale compito e facendoli assistere da veterinario che si può sperare di recuperarli nella futura stagione.

Per verificare che un canarino gode di buona salute è sufficiente osservarlo, i soggetti presentano un piumaggio attillato, brillante ed inoltre manifestano tanta vivacità, anche il canto continuo dei maschi è un indicatore di una buona condizione fisica.

Un altro tipo di esame che si può effettuare consiste nel prendere i soggetti in mano e soffiando le piume, verificare che l' addome sia coperto da un leggero strato di grasso, inoltre il petto deve essere carnoso, senza lasciare intravedere la carena sternale.

Questo esame può essere effettuato meglio aiutandoci con un dito e accarezzando leggermente l’addome.

Canarini con addome gonfio, arrossato e petto smagrito con carena evidente manifestano un malessere generale e hanno bisogno solo di cure.

Un canarino che presenta un piumaggio gonfio ed arruffato, molto probabilmente è ammalato ed è proprio gonfiando il piumaggio che cerca di creare un isolamento con l'esterno in modo da disperdere meno calore.

Parallelamente all'aumento delle ore di luce è bene migliorare l'alimentazione, nel senso che se nel riposo invernale i soggetti hanno usufruito del misto semi con pastoncino, adesso bisogna integrare con alimenti contenenti tutte le sostanze che serviranno ad affrontare il periodo riproduttivo.

In natura i canarini e altri fringillidi diventano insettivori in questo periodo, cosi possono garantirsi una fonte ricca di proteine per la crescita veloce dei loro piccoli, questo comportamento possiamo trasportarlo in cattività aumentando la razione proteica giornaliera.

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