Intervista a Silvio Iadanza, allevatore di Diamanti Mandarino e Passeri del Giappone

Di: Hobby Uccelli - Foto: Hobby Uccelli - Pubblicato il: 17/10/2010

Come è nata la sua passione per l'ornitologia ed in particolare per l'allevamento degli uccelli domestici?

Correva l'anno Domino millenovecento…no, scherzo!!! …ho iniziato, penso, come hanno iniziato in tanti, con un papà che, negli anni settanta, costruiva, in legno e rete metallica, una voliera bella capiente per ospitare tutta una serie di fringillidi che reperivi in giro nei mercatini rionali di allora; la svolta invece, la cosidetta passione, c’è stata negli anni’80, allorchè, con quel tanto di esperienza acquisita mi lasciavo incuriosire da un canarino inglese, il lizard; ma poi mi viene chiesto di correre in aiuto di un canarino bianco tenuto in cucina, errore gravissimo, che respirava in modo "affannoso".

Quel canarino è stato il capostipite del mio ceppo di canarini di colore lipocromici, fino a quando ad un’esposizione, Faenza, ho avuto un vero è proprio impatto con una piccola lonchura, il passero del giappone, ma devo anche dire che molto ha inciso il dove ho trascorso la mia infanzia, in un meraviglioso parco dove fauna e flora mediterranea si fondono in un fantastico tutt’uno.

Quali specie alleva e perchè?

Dopo che per anni ho allevato canarini, da qualche anno a questa parte mi dedico esclusivamente a specie domestiche esotiche, in particolare al passero del giappone, come precedentemente accennavo, e il diamante mandarino, ma da come ho sempre condotto il mio allevamento, ad una o due specie di base, affianco, con una o due coppie, qualche altra specie che ruba la mia curiosità, e come ogni anno anche quest’anno ho aggiunto un’altra specie, il diamante guttato…e quindi faccio esperienza, allargo la mia conoscenza, per cui in allevamento ci sono anche una o due coppie di becchi di piombo, becco d’argento, di cappuccino testa bianca, di lonchura nana, di donacola petto bianco, di mandarino di Timor, un’allegra "brigata" multicolore.

Alcuni soggetti di Diamante Mandarino allevati da Silvio Iadanza.

Foto 1 Alcuni soggetti di Diamante Mandarino allevati da Silvio Iadanza.
Foto Hobby Uccelli - All. Silvio Iadanza

Ora, rispondere del perché allevo una determinata specie anziché un'altra mi risulta un po'difficile, son di quelle cose che senti e non ti chiedi un perché, oppure se lo fai cerchi di dare, prima a te stesso e poi agli altri, una spiegazione plausibile, e nel mio caso, con il passero del giappone e il diamante mandarino, posso dire di aver avuto modo di poter scegliere tra le innumerevoli mutazione che questi due piccoli grandi esotici ci hanno regalato, ecco, forse questa puo’ essere una spiegazione plausibile, ho scelto, tra l’altro, queste due specie, percè hanno un bagaglio genetico immenso.

Partecipa alle mostre ornitologiche? A quali ha partecipato e che risultati ha ottenuto?

Partecipo da diversi anni alle mostre ornitologiche, negli anni scorsi con i canarini e in questi ultimi anni con gli esotici, e penso che sia importante per poter dare al proprio "lavoro di selezione" un appunto su cui riflettere per migliorare.

Adesso, fare un vero è proprio elenco delle mostre a cui ho partecipato e dei risultati conseguiti mi risulta un po’ complicato, ma posso riassumere con gli ultimi risultati, quella della passata stagione, con un’Internazionale vinto e la soddisfazione di un Campionato Italiano di ornicoltura.

Dove è localizzato e come è strutturato il suo allevamento?

In cantina come suol dirsi... un seminterrato appunto, vecchio deposito di cianfrusaglie di famiglia, ma aprendomi un varco tra la roba depositata e istallando qualche lampada qua e là, sono riuscito a ritagliarmi uno spazio sufficiente per poter sistemare qualche gabbia; allevo a luce artificiale, però in compenso sono in un locale, che nonostante è un seminterrato, riesce a mantenere una temperatura pressoché costante tutto l’anno, e ha un buon grado d’umidità.

Allevo in piccole batterie a 4 da 45 cm., messe uno accanto all’altra su di una "cavalla", distanziate solo quel tanto che basta per poter inserire i nidi sui laterali, questo per i passeri ed i mandarini, per le altre coppiette "sparse" dedico una sistemazione piùconsona a seconda della specie, esempio, per il diamante guttato uso una gabbia da sessanta o novanta, per il becco d’argento vanno benissimo le batterie da 45 come per il passero e il diamante mandarino e così discorrendo, tutto il resto del parco gabbie sono volierette o batterie atte ad ospitare i novelli o quelli a "riposo".

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