Semi di Chia

Di: Hobby Uccelli - Foto: Hobby Uccelli - Pubblicato il: 06/03/2012

Fiore di chia

Da alcuni anni ormai, negli allevamenti amatoriali e sportivi di uccelli da gabbia e voliera, si è sviluppata l'abitudine di utilizzare i semi di chia per integrare la normale alimentazione visti i benefici apportati da questo piccolo seme di colore scuro originario dell'America centrale.

Un seme ad alto valore proteico, ricco di antiossidanti ed acidi essenziali,indicato in particolar modo durante il periodo della riproduzione, sviluppo dei pulcini e durante la muta.

Storia del seme di Chia

La Chia, chiamata Salvia Hispanica dal noto botanico Carolus Linnaeus alla metà del Settecento, è una pianta originaria del Messico e dei paesi dell’America del centro-sud.

La pianta di Chia fiorisce da luglio ad agosto con fiori ermafroditi, ossia hanno organi sia maschili che femminili, raggiungendo un’altezza di circa un metro. I semi di Chia sono molto piccoli, con chiazze di colore scuro e si riescono a conservare per anni senza che il sapore, l’odore ed il valore nutritivo vengano alterati.

La storia della pianta di Chia risale alla popolazione Azteca e ad altre popolazioni dell’America centrale come i Toltechi, Zapotechi e Maya.

La storia racconta che i semi di chia venivano utilizzati dagli aztechi per trarre forza durante le battaglie e che, grazie ad essi, conquistarono molti territori e diedero vita all’impero con capitale Tenochitlan.

I codici pre-colombiani, il codice Mendoza (1541) ed il codex fiorentino (1548) parlano di un tributo annuale di circa quattro mila tonnellate di chia pagate dalle popolazioni conquistate dagli Aztechi alla capitale del loro impero.

Quando i conquistatores spagnoli arrivano in America diedero fuoco a tutti i raccolti e le riserve di Chia.

Questo è stato il motivo per cui, per molti anni, la chia scomparve e fu soppiantata da altre piante come il frumento, l’orzo, ecc.

Solo nel 1991 è riapparsa grazie ad un piano di sviluppo dell’Argentina del nord, Colombia e Perù.

Questo programma ha previsto l’utilizzo dei semi di chia anche ad uso umano grazie alle sue eccellenti qualità nutritive.

Caratteristiche nutritive dei semi di chia

Il seme Chia ha un tenore proteico compreso tra il 19 ed il 23%; il più alto rispetto a tutti gli altri semi.

Costituisce una ricca fonte di olii acidi essenziali e rappresenta una notevole fonte di antiossidanti. Il 60% degli olii contenuti nel Chia sono acidi alfalinoleici come gli Omega 3 e Omega 6.

Recenti ricerche hanno dimostrato che questo seme combinato con gli acidi gastrici provoca una reazione nell’intestino e più in particolare nell’apparato digerente in quanto forma un gel che costituisce una pellicola/barriere fisica tra carboidrati ed enzimi digestivi, prolungando la trasformazione dei carboidrati in zuccheri, non solo, ma protegge il tessuto intestinale da eventuali attacchi da parte dei batteri.

Possiede anche proprietà di idratazione a lunga durata in quanto può assorbire acqua o liquidi fino a 12 volte il suo peso.

Questa sua caratteristica mantiene costante l’approvvigionamento dei liquidi in tutte le cellule del corpo.

I semi di chia nell'allevamento degli uccelli

I semi di Chia, ormai da anni, vengono utilizzati negli allevamenti soprattutto di carduelidi ed in particolare per tutte le specie degli spinus che, a differenza di altre specie di uccelli da gabbia e voliera, soffrono maggiormente di problemi di natura intestinale, infatti la somministrazione periodica di semi Chia ha dato risultati straordinari, non solo per il mantenimento in perfetta salute dei soggetti ma, laddove vi erano dei problemi di carattere intestinale, l’efficacia del seme si è dimostrata concreta.

L’utilizzo della chia è indicato soprattutto durante il periodo di allevamento, sviluppo e muta degli uccelli.

La dose consigliata è di un cucchiaino di caffè al giorno per ogni soggetto, è anche possibile aggiungere i semi di chia direttamente alla razione giornaliera di pastoncino, tenendo conto del forte apporto proteico del seme stesso che contribuirà, di conseguenza, ad incrementare l'apporto di proteine naturali nel pastone.

Visto i numerosi benefici apportati, i semi di chia possono essere somministrati con parsimonia anche durante il periodo di riposo, in tal caso è preferibile somministrare i semi due volte a settimana nelle dosi precedentemente descritte.

Alcuni allevatori preferiscono fornire come acqua di abbeverata il liquido ottenuto dalla macerazione dei semi di chia in acqua.

Questo metodo può risultare molto utile soprattutto in presenza di uccelli che non gradiscono il seme e che difficilmente se ne cibano.

Il liquido si ottiene facendo macerare in circa 1 litro d'acqua un cucchiaio di semi di chia per circa 30 minuti e successivamente filtrare il composto ottenuto in modo da separare i semi (che dovranno essere buttati alla fine della macerazione) dal liquido.

Se si decide di optare per questo metodo è preferibile somministrare la bevanda 2-3 volte a settimana avendo la cura di sostituirla ogni giorno dopo un accurato lavaggio dei beverini.

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