Esperienza di bird feeding in terrazzo

Di: Lorenzo Fornaciari - Foto: Lorenzo Fornaciari - Pubblicato il: 03/05/2008

Cinciarella mentre mangia semi

Cinciarella - Foto Lorenzo Fornaciari

Mi chiamo Lorenzo e mi diletto nell'allevamento di diverse razze di uccellini da gabbia (Canarini – Diamanti mandarini – Verdoni – Lucherini – Organetti) ma mi appassiona in ugual modo tutto quello che è natura.

Spesso, per entrare in contatto più diretto con i boschi ed i loro abitanti, faccio trekking e mountain bike in mezzo ai boschi ed alle campagne situate sulle colline adiacenti alla mia città.

E' a "causa" di questo disinteressato amore che nutro per la natura e soprattutto per i nostri amici alati che sono stato spinto ad installare sul mio terrazzo un punto di rifocillamento per gli uccellini selvatici che popolano il parco davanti a casa mia.

Avevo incontrato il birdfeeding casualmente in un documentario in televisione, in questo servizio inquadravano una tipica casetta della periferia Inglese con giardino annesso, ed in questo giardino erano state messe delle postazioni con le mangiatoie piene di semi per gli uccelli selvatici che accorrevano numerosi a"scroccare" un pasto gratuito.

Colpito e ammaliato da questa cosa mi recai su internet per trovare informazioni e vidi tantissimi filmati stupendi che mi fecero convincere che anche io avrei dovuto avere la mia postazione per il BirdFeeding!

Era l'inizio di ottobre del 2007 quando mi recai nel negozio dove solitamente acquisto le sementi per i miei uccellini per acquistare la mia prima"casetta" in plastica fatta apposta per ospitare semini ed ogni altra prelibatezza che uno volesse offrire agli uccelli.

Mangiatoia a diversi scompartimenti per il cibo.

In commercio esistono diverse tipologie di mangiatoie per il birdgardening, per rispondere alle diverse esigenze e ai diversi ambienti urbani e non. Foto Lorenzo Fornaciari

Essendo alla mia prima esperienza del genere mi feci anche consigliare dal negoziante su cosa mettere per rendere interessante, agli occhi dei pennuti, la casetta.

Mi consigliò diversi tipi di semi molto grassi ed oleosi che risultano graditi sia agli uccelli granivori che a quelli insettivori, semi che utilizzano per mantenere il grasso sottocutaneo e così riuscire meglio a scaldarsi nelle fredde giornate invernali.

I semini che mi furono consigliati e con i quali riempii i vari vani della casetta erano semi di girasole piccolo con il guscio, canapuccia, avena decorticata e perilla.

Oltre ai vari semini mi furono anche consigliati degli agglomerati composti principalmente da frutta secca e semi oleosi tenuti insieme da strutto a formare tipo dei salsicciotti avvolti dentro a delle retine verdi traforate.

Arrivato a casa con tutto l'occorrente misi subito la casetta (che era smontata nella sua scatola ma pronta solo da assemblare in maniera molto semplice) sul davanzale del mio terrazzo, proprio in prossimità della volieretta dei miei Diamanti Mandarini.

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